CARSOLI   4-5 Luglio 2009
in collaborazione con:

Assoluti d'Italia e Coppa Italia

 

Da NON perdere assolutamente una visita ai:

Castello di Collalto Sabino
Castello di PERETO


 
CARSOLI (Visita il sito ufficiale)

 

Descrizione

Carsoli è situato in una posizione geografica di confine tra il Lazio e l'Abruzzo ed è la sede di uno dei quattro distretti industriali della Regione Abruzzo. Proprio in virtù di questa ottimale collocazione, Carsoli fu interessata in seguito alla apertura della autostrada A24 (anni 70) da un interessante fenomeno di espansione industriale. Numerose sono le aziende, anche di alto livello tecnologico e di rilievo che hanno sede in questo territorio tra le quali Il Sole 24 Ore, Olivetti, Omeo Tossicologici Italia s.r.l., Rotosud e molte altre. Ma negli ultimi tempi, la nascita di strutture ricettive di alto livello, ha caratterizzato questo centro anche per il settore turistico, grazie ai percorsi boschivi circostanti e alla salubrita' dell'aria. Il capoluogo si articola in una zona a ridosso dell'uscita autostradale denominata zona commerciale, nella quale sono presenti numerosi centri commerciali ed attività ricettive, mentre il centro cittadino si estende in una conformazione piuttosto lineare con il riferimento della parte più antica dove trovano collocazione i ruderi dell'antico Castello Orsini e quindi la Vecchia Fortezza. Questa rinomata localita' è contornata dalle frazioni di:

-Pietrasecca (908 msl)
-
Colli di Montebove (990 msl)
-Poggio Cinolfo (713 msl)
-Tufo di carsoli (tufo basso 830 msl - tufo alto 920 msl /)
-Villetta (806 msl /)
-Monte Sabinese (839 msl /)
-Villa Romana (826 msl /)
 

Storia

Il nome "Carseoli" secondo alcuni attesterebbe delle origini orientali, più precisamente semitiche; dall'ebraico e significano "città della volpe" o "del lupo", secondo altri deriverebbe dal latino "castrum solis" ovvero "fortezza assolata".

L'antica Carseoli era situata sulla via Valeria a circa 63 km da Roma, era posizionata 3 km a ovest rispetto all'attuale Carsoli, più precisamente "Piano della Civita", dove sono stati rinvenuti numerosi resti dell'antica città. Carseoli fu sottomessa ai Romani alla fine del IV secolo a.C. e rappresentò un importante avamposto fortificato contro gli attacchi dei Marsi. All'inizio del II secolo d.C. con la divisione dell'Italia in 17 province voluta da Adriano, Carseoli entrò a far parte della provincia dei Marsi.

La caduta dell' Impero Romano d'occidente porta Carseoli nell'orbita del Longobardi: le loro continue incursioni provocano devastazioni e distruzioni. Nonostante questo nel VII secolo, Paolo Diacono, ne parla ancora come di una delle città principali della provincia Valeria, quest'ultima entrata a far parte del Ducato di Spoleto. La comparsa dei Franchi sul territorio italiano portò una forte riduzione dei possedimenti dei Longobardi; in particolare il Ducato di Spoleto fu notevolmente ridimensionato e la Contea dei Marsi si costituì, tra la fine del 9° e l'inizio del X secolo, nell'area Marsico-Carseolana. Tra il X e l'XI secolo Carseoli viene indicata anche con il nome di SALA, concessione questa fatta dalla allora potente abbazia Sublacense (di Subiaco).

Dal Febbraio del 993 il conte dei Marsi Rainaldo risiede a Carseoli e, con il figlio Berardo ed il fratello Gualtiero, fa al monastero di Subiaco notevoli donazioni di territori Carseolani fra cui la chiesa di S.Maria, più tardi detta "in Cellis".

Con ogni probabilità è al Conte dei Marsi che si deve un rafforzamento ed un più forte impulso alla costruzione del castello di S.Angelo sito sull'omonimo colle sopra l'attuale Carsoli. Il toponimo Cellis, rimasto solo alla chiesa di Santa Maria, nella forma di Celle Carsolarum o più semplicemente, Celle, ricorre nei documenti più antichi riguardanti l'aggregato che si andava formando sulle pendici di Colle Sant'Angelo intorno al castello-recinto; più tardi avrebbe definitivamente preso il solo nome di Carsoli.

I successori di Berardo e Odorisio si spartirono il territorio, abitando uno nel castello di Oricola, un altro a Colli di Montebove, il terzo nel castello di S.Angelo alle Celle. Pian piano molte terre vennero donate, dagli stessi conti, ai monasteri di Farfa, di Subiaco e di Montecassino, i quali si sostituirono ai legittimi feudatari, almeno fino all'epoca sveva, quando (sotto il Barbarossa) Celle venne assediata e occupata militarmente. Nel XII secolo Carsoli - almeno secondo una tradizione del luogo - ospitò S.Francesco e, verso la fine del secolo, vide il passaggio di Corradino di Svevia e di Carlo I d'Angió. Anzi, a quest'ultimo sarebbe da attribuirsi, secondo alcuni studiosi, la costruzione della chiesa di S.Vittoria (che, però, secondo altri, sarebbe più antica).

Passata sotto la contea di Albe (Tagliacozzo), Carsoli divenne dunque feudo degli Orsini e poi dei Colonna come sede di baronia, rimanendo a loro soggetta fino al 1806. La peste del 1656 fece grandi stragi in Carsoli, che vide ridursi in pochi mesi la sua popolazione da 1600 a soli 300 abitanti. La seconda metà del Seicento fu caratterizzata dal dispotismo di un signorotto locale, Giovanni Festa, contro il quale nel 1686 scoppiò una violenta sollevazione popolare. Coinvolta in tutte le vicende politiche e sociali del Settecento e dell'Ottocento, soprattutto perché posta alla frontiera con lo Stato Pontifício, Carsoli ha visto mutare il suo ruolo e la sua importanza economica in questi ultimi decenni, soprattutto con la creazione di un buon nucleo industriale e con l'apertura dell'autostrada.

 
 

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